Tivoli

Villa Adriana

 

La Villa Adriana di Tivoli fu costruita a partire dal 117 d.C. dall’imperatore Adriano come sua residenza imperiale lontana da Roma, ed è la più importante e complessa Villa a noi rimasta dell’antichità romana, essendo vasta come e più di Pompei (almeno 80 ettari).

Entrata nel novero dei Monumenti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1999, Villa Adriana condivide con molti altri celebri siti archeologici il paradosso di essere nota e scavata da più di cinquecento anni, pur rimanendo in gran parte sconosciuta nella sua sostanza.

A partire dal Cinquecento, Villa Adriana divenne oggetto di innumerevoli scavi tutti volti alla scoperta di tesori – soprattutto statue e mosaici – che erano preda ambita dei grandi collezionisti di antichità, dapprima Papi e Cardinali, ed in seguito nobili romani ed europei, soprattutto inglesi.

Alla fine dell’Ottocento, dopo vari passaggi di proprietà e frazionamenti, Villa Adriana fu in parte acquistata dal Regno d’Italia, che vi iniziò i primi lavori di restauro.

 

Villa d’Este

 

Villa d’Este fu voluta dal cardinale Ippolito d’Este, Governatore di Tivoli dal 1550. Il progetto architettonico fu ideato dal pittore, archeologo, architetto Pirro Ligorio e realizzato dall’architetto di corte Alberto Galvani.

Le sale del Palazzo vennero decorate e quasi completate solo alla morte del cardinale (1572).

Dal 1605, per volere del cardinale Alessandro d’Este si diede avvio ad una fase di restauri che si concretizzarono nei lavori di riparazione del giardino e degli impianti idraulici, in un nuovo assetto del giardino e nelle migliorie delle fontane.

Ulteriori lavori furono realizzati tra il 1660 e 1670, e fu coinvolto anche Gianlorenzo Bernini.

Il XVIII secolo vide la totale decadenza di Villa d’Este che continuò con il passaggio di proprietà del complesso alla casa degli Asburgo.

Il degrado proseguì fino alla metà del XIX secolo, quando il cardinale Gustav von Hohelohe  ottenne dai duchi di Modena il diritto reale sulla villa con l’obbligo di apportare le dovute migliorie.

Iniziarono allora nuovi lavori per sottrarre il complesso alla rovina. La villa tornò ad essere un luogo di riferimento culturale, ospitando anche importanti uomini di cultura.

Allo scoppio della prima guerra mondiale la villa divenne proprietà dello Stato Italiano che dal 1920-30, avviò una nuova fase di restauri e aprì il complesso al pubblico.

Per riparare i danni provocati dai bombardamenti del 1944, subito dopo la seconda guerra mondiale, venne eseguita una radicale ristrutturazione. Ulteriori lavori di restauro furono realizzati negli anni successivi, come il ripristino delle fontane dell’Organo e del “Canto degli Uccelli”.